ROSA AMATO


L'indagine dell'amato, nel grande murale che raffigura la memoria storica di un paese del sud, coincide con l'urgenza di un intervento. Con la consapevolezza di essere espressione di una soggettività marginale e quindi impotente. In questo mondo di urlatori l'artista non cerca protezioni, nè complici alchimie miracolistiche invocando santi e protettori, ne sollecita panacee risolutive per ridare voce ai silenzi profondi delle omissioni. Anzi, sulle scritte del murale primordiale non si accenna allo sberleffo anarchico o alla ribellione contro ogni sopraffazione, c'è ilsilenzio, lo stesso delle porte e finestre che prendono aria sui vicoli di pietra edi abbandoni. Dietro il muro quindi non c'è anima viva, né suoni oltre le aperture, né significati sul muro graffiato dove le parole scritte esprimono rattrappiti non sensi. La pittura di Rosa Amato è dunque dolore e rabbia insieme e un sopito senso di colpa per la fuga e le maledizioni. Non riesce aperdonare né a perdonarsi il mancato colloquio con la gente che è sua, rassegnata e litigiosa non importa. Lei si è data alla fuga pur di non malarsi di codardia. Se rimpianto c'è è vivo, è per quei due occhi di bambina che cercava, sui muri del suo paese, sognando, il mare azzurro e un grande orologio con le lancette veloci, per far volare il tempo oltre la monotonia dei giorni inutili....