NUNZIO GULINO


NUNZIO GULINO

Nato a Comiso nel 1920. "Vive alacremente in una solitudine che è pure il mordente della sua arte". Così scriveva di lui Libero De Libero nel 1979.

La sostanza del suo fare incisorio risiede in quel suo alacre e costante modo di operare in solitario isolamento, il tormento creativo si stempera, l'immediatezza del segno grafico resta, imbrigliato in un processo incisorio lento e raffinat; iltempo si dilata per raggiungere, senza fretta e con assoluta padronanza dei mezzi tecnici, ben calibrati effetti tonali.

Il risultato è senza incertezze: su una superficie di fondo compatta, ed unitaria, che suggerisce l'effetto dell'acquatinta e nulla concede e nulla concede albiancore del foglio. Le immagini vengono costruite attraverso il ritmico accostamento dinumerosissimi "tasselli",capaci di descrivere il silente mondo urbinate, una realtà meditata restituita con immediatezza visiva nel periodo trascorso nella città feltresca (Paesaggio orizzontale, 1959; La streada delle Piangole, 1963), o rivissuta nella memoria durante i tempi trascorsi per l'insegnamento a Città di Castello prima e a Roma poi.Un mondo fatto di atmosfere incantate che lasciano libera fantasia di formulare impossibili associazioni (Natura morta con gambero, 1957),(La sveglia, 1958),(Fresie, 1963-64),(Dietro la rete: i sogni, 1967).Una passione che lo aveva portato dalla nativa Comiso a Urbino, a contatto con maestri come Castellani che gli aveva consentito di dar forma alla sua giovanile esuberanza burlesca illustrando le pagine di(La Fiera di Sorocinez, 1944),(Notte di Natale di Gogol)