ROBERTO PAPINI

Roberto Papini nasce nel 21 aprile 1921 ad Ancona dove vive e lavora alternando periodi nel suo studio di Milano. Inizia ad esporre nel 1955 partecipando a numerose mostre personali e di gruppo a tra cui Milano, Roma, Firenze, Genova, Bologna, Perugia ed in altre città italiane. Da tempo partecipa a molte delle maggiori manifestazioni artistiche nazionali e internazionali.

«Nelle opere di Roberto Papini - scrive M. Akalay - nulla è lasciato al caso, tutto è prescritto nella memoria dell'uomo, basta cercarlo. E Papini lo cerca con la massima vibrazione sensoriale e raffinatezza razionale. Il segno-linguaggio nell'artista va oltre il comune linguaggio parlato, si trasforma in codice di una civiltà ancora a venire, dove scienza, magia e mistero si fondono e si uniscono in una sola unità, trama dell'esistenza umana. E' una ricerca profonda e dinamica, che varca ogni barriera fino ad arrivare al sublime con cose e pensieri semplici, ma non banali, colmi di sensibilità magica. Se J. Fautrier - continua M. Akalay - è considerato il pittore della crisi, se P. P. Pasolini è il letterato delle confusioni, Roberto Papini è il saggio calligrafo di segni-parole che vengono da un mondo ancora sconosciuto. Il segno è il suo parlare dove equilibrio e profondo sentiero raggiungono chiarezza massima. Il segno diventa specchio, lo specchio immagine inesistente, l'immagine sogno che si inseguono come ombre in una dimensione ove spazio, tempo e materia coincidono con la sublimazione del neocefalo sconosciuto. Non c'è nulla di ripetitivo e non c'è nulla di identico nelle sue opere. L'apparente somiglianza dei suoi segni incisi con grande abilità ed accortezza su diversi materiali non deve trarre in inganno: è continua ricerca di un linguaggio nuovo per stabilire e costituire una forma di intercomunicabilità mentale. L'iconico in Roberto Papini - conclude M. Akalay - non è affatto assente. E' solo interpretato in forma diversa, ritmi, percezioni sensoriali, comportamenti psico-antropologici».

La modestia in Roberto Papini è un altro contrassegno della sua personalità interiorizzata, del suo richiamarsi a forze e ragioni di vita che si astraggono dal convulso presente per entrare nel segreto vibrare dei segni. Le sue percezioni che colgono una poetica di sintesi, linee, sentimenti, valori che acquistano nella ricerca dell'origine una sembianza antica e presente, offrono soprattutto nelle tavole color creta un linguaggio che filtra come da una sconosciuta grafia. E' qui il fascino di una scelta che indica l'individualità dell'artista e lo conduce per mano nel dedalo dei segni e delle avventure cosmiche. Delle numerosissime personali e collettive tenute da Roberto Papini in Italia e all'estero citiamo: 1960, Parigi, Galleria "Alphaud"; Roma, personale Galleria "l'Albatros"; 1961, 1962, 1963, 1964, 1966, 1967, Ancona, Mostra Nazionale «Premio Marche»; 1961, 1970, 1985, Ancona, personale Galleria "Puccini"; 1964, Ancona, personale Arte Galleria; 1967, Amburgo (Germania), collettiva di pittori marchigiani; Beirut (Libano), Mostra di artisti marchigiani; 1970, Spalato (Jugoslavia), collettiva Mostra scambio "Gemellaggio"; 1971, Ascoli Piceno, personale Galleria "8-G"; 1976, Adelaide (Australia), "The First National Italian Festival"; Milano, Palazzo della Permanente; 1978, Bologna, personale Galleria "Le Muse"; Macerata, personale Galleria "C.29"; 1982, Salzgitter (Germania), Galleria "Reichert"; 1984, Fermo, personale a Palazzo Vecchio.

Roberto Papini si occupa di varie tecniche pittoriche, di grafica e di scultura su metallo. Si interessa inoltre di restauro conservativo e pittorico. Alcune sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Spagna, Svezia, Stati Uniti, Australia e Giappone.