NINO RICCI


NINO RICCI

Nasce a Macerata nel 1930, l'ambiente in cui vive e lavora, la sua casa-studio a Macerata, è tanto simile alle sue opere che viene da chiedersi cosa sia venuto prima, chi ha influenzato cosa o viceversa.

Il rigore, che è meticolosità tecnica ma anche filosofia d'espressione, nasce e si sviluppa in Nino Ricci fin dal periodo di formazione, grazie agli insegnanti di calcografia di Leonardo Castellani, presso l'Istituto d'Arte di Urbino, dove si specializza come illustratore e decoratore del libro.In seguito frequenterà i corsi di scenografia all'Accademia di Belle Arti di Roma e quindi, sempre a Roma, si specializzerà come costumista cinematografico al Centro Sperimentale di Cinematografia.

Le prime incisioni all'acquaforte risalgono agli anni Sessanta e rivelano un debito all'informale ed in particolare con lo Spazialismo.Di questo periodo, dal 1963 al 1968, fanno parte i cicli de "La preistoria e l'uomo","L'uomo scava nel tempo la propria storia", una serie di lavori sù carte con polvere di carbone e colla esposti alla galleria L'arco di Macerata nel maggio '66, e poi l'anno seguente all'SM13 di Roma.Un segno calligrafico che si trova anche nelle contemporanee incisioni.E' sempre in questi anni l'esperienza con lo stampatore romano Bulla con il quale Ricci realizza cinque litografie per un saggio di Giuseppe Passalacqua, "Lettera ad un amico", della collana dei quaderni di Grafica Contemporanea di Giuseppe Appella.

Nel 1977 L'Arco di Roma e la Scheiwiller di Milano siglano una cartella di poesie di Bartolo Cattafi, "Nel rettangolo dei teoremi", illustrata da cinque acqueforti di Ricci.

Nel 1990 esce con una nuova cartella con cinque acqueforti che commentano un testo di Cesare Brandi dal titolo "I Sassi di Matera".