TRUBBIANI VALERIANO


VALERIANO TRUBBIANI

Nasce a Macerata nel 1937 dopo essersi diplomato all'Istituto d'Arte di Macerata frequenta la "scuola del nudo" all'Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 1960 ritorna a Villa Potenza dove comincia a dedicarsi alla scultura utilizzando gli arnesi del mestiere nell'officina paterna (il padre è fabbroferraio come lo era stato il padre del padre e così via fino, forse, al Rinascimento o al Medioevo).

Dal '62 partecipa arassegne e mostre nazionali ed internazionali ottenendo importanti premi e riconoscimenti. Da allora è un susseguirsi di mostre che gli vengono ordinate da ogni parte del mondo. Tra le tante citiamo: Biennale di S. Paolo in Brasile; Trigon '65, Graz Austria. E' invitato ad "Alternative attuali2", e alla IX Quadriennale di Roma; nel '66 alla Biennale di Venezia (sezione giovani).

Il suo llinguaggio si fa sempre più personale e l'inserimento di elementi zoomorfici aggiunge cruda ironia alle sue opere facendone un caso a parte nella giovane scultura europea . Nel '67 è premiato alla Biennale dell'arte del metallo di Gubbio, partecipa al premio Lissone e alla mostra gli scultori italiani a Parigi. Nel 1968 si trasferisce ad Ancona dove continua la sua ricerca con nuove soluzioni di impianto iconico e tecnico e con l'inserimento nelle sue opere del volatile , protagonista-vittima del ciclo "Lares familiaris". Partecipa ad "Alternative attuali 3" a L'Aquila. Parallelamente all'attività di scultore svolge un intenso lavoro grafico e realizza delle piccole produzioni di film. Con l'ambientazione "Stato d'assedio" partecipa alla XXXVI Biennale di Venezia del '72 che nello stesso anno ripropone alla X Quadriennale di Roma. E' in questo periodo che allarga il suo bestiario con rane e rospi. A "Voltera 73" realizza sulla torre del Porcellino "Le morte stagioni". Nel '74 , olttre a partecipare a varie personali, erige un monumento alla Resistenza a Camerino. Nello stesso anno riceve il "Premio Bolaffi". Nel 1975 inizia il ciclo delle grandi sculture "T'amo pio bove" e l'anno seguente si trasferisce a Candia, nelle vicinanze di Ancona, in una casa da lui progettata, in cui realizza anche uno studio ed un'officina da fabbro. Nel '76 è invitato alla Biennale di Venezia. L'anno seguente , al premio Michetti, presenta l'ambientazione "Ractus-ractus stato d'assedio". Nel '79 introduce nelle sue opere il pipistrello-vampiro; svolge il ciclo delle teste umane e produce una serie di pirografie. Nello stesso anno Ancona gli dedica un'antologica. Nel 1980 Federico Fellini lo invita a collaborare alla scenografia di "E la Nave va". In questo periodo, Trubbiani, si dedica particolarmente al disegno all'acquarello. Il ciclo "le città " (Terribilia) viene concluso nel '84 (Urbis fragilis); sviluppa poi il ciclo dei paesaggi e dell'"Insula felix". Una parte della sua produzione di acquarelli viene presentata ad Ascoli Piceno nel 1985. Partecipa alla XI Quadriennale di Roma. Nell'87 , a Portonovo gli viene assegnata per meriti artistici la "Ginestra dOro del Conero" ; per le clebrazioni del 150° anniversario della mrte del Leopardi, propone, a Recanati, un ardito e coinvolgente allestimento delle proprie opere, nel Palazzo Municipale e all'esterno della Torre del Borgo; Riceve il premio perla scultura alla XX Biennale di Milano. Nel'89 lavora al nuovo ciclo di disegni "Paesaggi di terra e paesaggi di sabbia". Nel 1990 esce una monografia in due volumi curata da Enrico Crispolti. Tra il 1990 e il 1991 è presente nella mostra intinerante nei più importanti musei del Giappone . Nel 1991 , ad Arezzo, nella Galleria d'Arte Contemporanea, chiesa di S. Ignazio personale dedicata al disegno. Nello stesso anno Ancona gli dedica, presso la pinacoteca civica, la mostra "Mediterranea- Ciriaco d'Ancona". Perl'occasione realizza una cartella contenente due incisioni. E sempre con opere grafiche propone nel '92 "Un punto per Piero": mostra intinerante dedicata a Piero della Francesca che toccherà varie città tra cui: New York, Milano, Verona e Urbino. Nel '93 realizza il volume d'artista "Duello" contenente 13 incisioni a colori con alcuni dei suoi scritti inediti. Nel 1994 è presente a Milano, al Palazzo della Permanente, "Omaggio a Melozzo" -22 artisti+uno" e a Pescara con 2Artisti contemporanei e Dante". Attento conoscitore delle tecniche grafiche, Trubbiani si dedica costantemente all'incisione e alla litografia. La su produzione grafica va ampliandosi e viene puntualizzata nella realizzazione di cartelle comprendenti i suoi cicli. In un primo momento i suoi montaggi allegorici rivivono in immagini complesse che appaiono però meno drammatiche delle sue sculture, in quanto, la mancanza di plasticità , esalta la possibiità di disinvolte combinazioni. La sua è un'opera di smontaggio/ montaggio, delle immagini che attraverso un'analisi spietata della sua composizione vengono ricimposte in un insieme. Ne derva una carica emozionale, una autentica esplosione della forma estetica e de suo significato criptico. L'inesauribile ricerca creativa, l'instancabile sperimentazione grafica, lo portano, sopratutto nell'ultimo periodo, ad esprimere una nuova visione fantastica e narrtiva connessa alle tematiche della nave, del mare, dell'"insula felix" dove il suo segno inciso si arricchisce ed assume unsignificato a suo modo grottesco e romantico, dolce graffiante in cui osserva il critico Pietro Zampetti".. ciascuno può vederci riflesi i propri problemi, che sono poi quelli della nostra presenza del mondo, del nostro rapporto con gli altri, e del perchè di tutte le cose".