VALENTINI WALTER


Nasce a Pergola nel 1928. Trascorre il periodo della sua formazione fra Roma e Milano, dove ha per maestri Luigi Veronesi e Max Huber, ed Urbino dove frequenta l'Istituto di Belle Arti (Scuola del Libro) specializzandosi in litografia sotto la guida del maestro Carlo Ceci. Ad Urbino inizia il suo interesse per il mondo dell'incisione, mentre l'ambiente gli offre l'opportunità di approfondire la sua frequentazione della cultura rinascimentale che, insieme alla musica, costituisce da sempre un profondo e sentito interesse, quasi un bisogno, per la sua vita culturale. Infatti Valentini è lontano dalla settorialità attuale, mentre lo attira un'idea totalizzante ove le diverse discipline concorrano ad un inscindibile momento esistenziale. Questa ricerca di coralità gli ha fatto individuare e privilegiare le aree più intense di interazione fra le varie discipline: dalle Avanguardie Russe alla Cultura Classica, dalla Parigi dei primi decenni del secolo all'Architettura Gotica e soprattutto al Cosmo Rinascimentale. Perché l'artista considera la realtà "un fatto strumentale" dove tutto concorre al formarsi del suo mondo, alla sua personale curiosità. Questa curiosità acuta e sottile si manifesta appieno quando, nel crescere del suo interesse per l'incisione, inizia con la carta (materiale ancor oggi primario) il suo fondamentale rapporto con le superfici. Per Valentini, infatti, la fisicità delle superfici è strettamente connessa al senso stesso della visione. Ad esse egli delega la fragranza e la freschezza che decantano nell'opera quel momento di sintesi estrema che la rende viva e pulsante testimonianza della "presenza" dell'artista. Così proseguendo la sua ricerca, Valentini inizia ad essere presente in rassegne specializzate (Venezia, I Biennale dell'Incisione Italiana Contemporanea, Opera Bevilacqua La Masa, 1955). E, tornato a Milano (dove oggi vive e lavora), continua la sua ricerca sia nel campo dell'incisione che in quello della pittura. Durante quel periodo della sua ricerca inizia a formarsi un lessico di segni sottili e vigorosi che formeranno armonici in tutto il percorso dell'artista: strutture lucide e leggere che si accorpano nella densa fisicità delle superfici: sequenze di classica solarità che hanno già un intimo rapporto col mondo mentale dell'artista e da questo rapporto con la "memoria" traggono quella organicità che consentirà la continua evoluzione della ricerca. Queste prime opere esposte a Milano (galleria Vinciana) in una mostra presentata da Guido Ballo segnano l'inizio dell'attività espositiva costante di Valentini, anche come pittore, seguendo lo sviluppo e l'arricchimento del suo linguaggio. La decantazione continua del rapporto fra segno, struttura e materia visiva verso una sintesi quasi metafisica viene condotta con estremo rigore durante gli anni Settanta, periodo in cui si apre un rapporto di positiva interferenza fra pittura e incisione con un continuo riversarsi di un'esperienza nell'altra ed insieme un'approfondirsi della concezione mentale dello spazio e del rapporto che, nell'opera, il tempo determina con esso. Questo rapporto così puro e solare sfocia alla fine in un gruppo di opere dominate dalla intensa luce del bianco, con opere di grandi dimensioni (Stanze del tempo, Muro del tempo, Città del sole), che testimoniano il raggiungimento di un organico equilibrio espressivo, insieme ad una libertà di invenzione straordinaria. Dalla fine degli anni Settanta, Valentini è presente ad una serie di manifestazioni internazionali (1979, Boston University of Massachussets, Birth of the Work; 1982, Grand Prix Biennale Internazionale di Grafica di Cracovia con Mostra Personale Antologica a Cracovia e a Torun) in cui il suo contributo culturale trova uno spazio preciso. Nel frattempo nascono dalla sua ricerca le nuove tavole (Le Misure, Il Cielo) ed insieme viene condotta a compimento la grande istallazione nella Sala dei Monaci dell'abbazia di S. Maria in Castagnola a Chiaravalle (An).